giovedì 26 giugno 2014

Quando meno te lo aspetti…Arrumadores parte seconda


Questo articolo lo scrivo come corollario di un altro che avevo pubblicato sulla pagina Facebook del mio sito, dove descrivevo agli italiani che non conoscono Lisbona il fenomeno degli arrumadores, parcheggiatori abusivi, attenti guardiani di ogni prezioso spazio “parcheggiabile”, che con i loro gesti tentano di convincere l’automobilista a seguirne le indicazioni, il tutto in cambio di qualche spicciolo: io normalmente qualche moneta la lascio sempre, ma confesso che esiste una proporzionalitá diretta tra l’importo lasciato e la simpatia e la concreta utilitá dell’arrumador.

In questo articolo peró vi voglio raccontare quello che mi é successo qualche tempo fa nella zona del giardino del Principe Real, e che mi ha fatto pensare. Chi conosce Lisbona sa che trovare un posto per la macchina da queste parti é impresa ardua, e che i parcheggi a pagamento esistenti nella zona sono un attentato alla decenza, con prezzi che avvicinano l’esperienza del parcheggiare a quella di subire un assalto a mano armata.

É praticamente un classico il giro intorno alla piazza, nella speranza di trovare un posto, impresa difficile e che rasenta l’impossibile nelle ore di punta. Quando sono arrivato a Lisbona esistevano solo gli arrumadores intorno a questo bel giardino, che vanta alcuni alberi semplicemente meravigliosi, e dove molti vecchietti passano interi pomeriggi a giocare a carte, ma da qualche anno sono spuntati i parchimetri, in questa zona particolarmente cari vista la sua vicinanza con la zona del Bairro Alto e dello Chiado. I primi anni gli arrumadores non si sono spaventati piú di troppo: per risolvere il problema erano soliti mettere fuori uso le macchinette comunali usando del fil di ferro sufficientemente forte, spiegando poi pazientemente agli automobilisti che non valeva la pena infilarci delle monete, che potevano quindi essere lasciate a loro, sempre pronti ad aiutare i guidatori con ampi e veloci gesti delle braccia ad individuare velocemente il posto disponibile.

Ultimamente peró i parchimetri funzionano regolarmente, ed io non vi so spiegare il perché, se si deve ad un maggior controllo dell’Emel (Azienda comunale responsabile per i parcheggi), della polizia, o ad altri motivi, fatto sta che normalmente i parchimetri del Principe Real sono regolarmente attivi e pronti a ricevere le nostre monete: nonostante questo, gli arrumadores in questa zona non se ne sono andati, anzi, a me sembrano sempre di piú.

Continuano a correre da una parte all’altra, richiamando l’attenzione dell’automobilista e facilitando la sua manovra di parcheggio; é chiaro peró che il guidatore, quando capisce che i parchimetri funzionano, preferisce ritirare il tagliando, non pagando cosí l’arrumador o lasciandogli comunque meno soldi. Quando, qualche mese fa, stavo facendo manovra per parcheggiare nell’unico posto libero, dopo vari pazienti giri della piazza, é apparso l’immancabile arrumador ad aiutarmi: aria da brigante, occhi svegli, mi é subito sembrato un simpatico imbroglione.

Dopo avermi realmente aiutato (lo spazio era esiguo, ed io non sono certo un parcheggiatore modello) ed aver risposto affermativamente alla mia domanda se i parchimetri funzionavano, ha cercato di convincermi a dare i soldi a lui, senza ritirare il biglietto: l’ho guardato perplesso, e gli ho chiesto che cosa sarebbe successo se fossero venuti i funzionari dell’ Emel a fare un controllo.

Impavido, mi ha risposto che se fossero venuti ci avrebbe pensato lui, mettendo il minimo nel parchimetro e lasciando il biglietto sulla macchina: devo aver fatto una faccia poco convinta, perché subito dopo mi fa: “Capo, ma sta scherzando, per chi mi ha preso? Io sono Antonio, mi conoscono tutti, questo é il mio lavoro. Guarda qua…” e mi ha fatto vedere una serie di chiavi che, secondo lui, gli sarebbero state lasciate dai proprietari, per mettere il biglietto sul cruscotto in caso di “necessitá”.

Titubante, ma quasi convinto da quella sua aria da simpatico parcheggiatore abusivo, pur senza lasciargli logicamente le chiavi della macchina, gli ho dato un po’ di monete (meno di quanto avrei messo nel parchimetro ma piú di quanto gli avrei dato se i parchimetri non fossero stati funzionanti) e mi sono raccomandato, congendandomi con un sorriso, con un “Não me lixe, pá!”, a cui lui ha risposto con un enigmatico sorriso. Me ne sono andato, non credendo in realtà ad un’unica parola del mio arrumador, e con la chiara sensazione che la mia unica speranza era che i funzionari non passassero, durante quelle 2 ore in cui avrei lasciato la macchina parcheggiata. Potrete quindi capire il mio sollievo quando, al mio ritorno, dopo aver verificato con lo sguardo che del mio amico Antonio non c’era nemmeno l’ombra, ho constatato che nessuna multa giaceva sotto i tergicristalli: anche se in realtá la totale assenza di Antonio mi sembró confermarne chiaramente l’altrettanto totale inaffidabilitá, perlomeno non ci avevo rimesso piú di tanto.

Questa storia però non finisce qui, visto che 2-3 giorni dopo, per caso, appena sceso dalla macchina, ho notato che sotto uno dei tergicristalli c’era un pezzetto di carta, che ad un esame piú attento si é rivelato proprio un ticket di uno dei parchimetri del Principe Real, chiaramente lasciato lí dal mio amico Antonio, che in questo modo, oltre a rivelarsi un impeccabile lavoratore, ha approfittato per darmi una piccola e salutare lezione…

Leggi anche Arrumadores parte prima


di Matteo Gabellieri


Matteo Gabellieri, nasce a Grosseto nel 1967, e dal 1998 vive e lavora a Lisbona, che é diventata ormai la sua cittá. Italiano di nascita e portoghese d’adozione, forse portuliano senza patria: in questi anni ha percorso il Portogallo in lungo e largo, e ha da poco deciso di trasmettere la sua passione per questo Paese, dove la terra finisce e cominica il mare, a tutti i turisti italiani che lo vogliono visitare, nel suo nuovo sito www.ilmioportogallo.it





Salvo accordi scritti, la collaborazione di Matteo Gabellieri a questo sito è da considerarsi del tutto gratuita, volontaria e non retribuita. Questo sito non rappresenta una testata giornalistica, in quanto non ha alcuna cadenza periodica.

1 commento:

  1. ciao, siamo una coppia di pensionati (dal prossimo anno) e desiderosi di vivere in un paese tranquillo con un clima mite e con il costo della vita piu' accettabile di quello italiano.
    Per non vendere la casa in Italia che servirebbe per i rientri, Vorremmo prendere un alloggio in affitto in una zona di mare servita da tutti i servizi.
    Avremmo bisogno di suggerimenti per fare i primi approcci con il Portogallo e nello stesso tempo vedere le zone papabili per il futuro trasferimento.
    Resto in attesa di un tuo contatto inviando cordiali saluti.
    Germano Di Fenza da parma



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