lunedì 23 giugno 2014

Arrumadores parte prima


Come molte altre situazioni in terra lusitana, il fenomeno degli "arrumas" (abbreviazione di "arrumadores") é un piccolo mondo illegale quasi istituzionalizzato, e che recentemente ha subito un duro colpo dalla moltiplicazione dei parchimetri. Si tratta di persone (giovani, vecchi, piú uomini che donne, portoghesi e stranieri) che fanno delle braccia il loro principale strumento, agitandole in perfetto stile di controllatore aereo, per segnalare all'automobilista in cerca di posto per la macchina, l'esistenza di un posto - o di un barlume di possibilitá - per parcheggiare.

Odiano i parchimetri piú dei poliziotti, perlomeno con la stessa intensitá con cui gli automobilisti odiano i "verdinhos", ossia i funzionari comunali che passano a verificare se hai il ticket e che, se non ce l'hai, ti lasciano la temutissima multa.
La concorrenza dei parchimetri la risolvono spesso con ferri lunghi e curvi che inseriscono nalla fessura delle monete provvedendo, con la tacita approvazione di tutti quelli che sono stanchi di dover pagare dappertutto all'Emel (azienda comunale responsabile per parchimetri ei parcheggi), a mandarli in tilt, giustificando cosí il loro lavoro e soprattutto il suo pagamento da parte dell' automobilista, che se deve giá mettere i soldi nei parchimetri spesso si rifiuta di ricompensare l'aiuto degli arrumadores (o, come stava scritto in un muro vicino al Ponte 25 di Aprile qualche anno fa, dei "domatori di automobili per monete di 20 scudi", ben detto visto che effettivamente i loro gesti ricordano spesso quelli dei domatori di leoni...).

Dopo aver aiutato a arrumare la macchina, "venha mais um pouco, chef.... está bom assim" e via dicendo, esigono - alcuni timidamente, altri con una certa prepotenza - degli spiccioli in cambio del loro aiuto, a volte prezioso ed a volte praticamente inesistente, considerando che in certi casi te li vedi spuntare quando hai giá parcheggiato.

Su cosa fanno con gli spiccioli, mi sembra che nella maggior parte dei casi non sussistano dubbi, non appena mettono insieme la quantitá sufficiente per una dose scompaiono per un po', ma in certi casi i soldi li servono anche per mangiare, sicuramente. Quanto a questo, cito comunque subito il grande Enzo Jannacci che a quelli che dicevano "mi raccomando, non se li beva" diceva un po' incazzato "ma cosa te ne frega a te se se li beve o no!".

Sono tollerati dalla stragrande maggioranza, anche se alcuni portoghesi non li sopportano, dicono che se non li dai i soldi ti rigano la macchina, e cosí via: per me sono essenzialmente persone, come gli avvocati, i giornalisti, i macellai, e cosí via, ossia ci sono quelli che mi stanno sulle palle, chiaramente delle teste di c...., e quelli che mi stanno simpatici, e che si guadagnano la mia simpatia in poche bracciate. Confesso che essenzialmente il mio criterio per scegliere se e soprattutto quanto lasciarli é molto benthamano, di un chiaro utilitarismo: se mi hanno effettivamente aiutato e sono stati utili per il mio parcheggio. 

Lascio sempre di piú che negli altri casi, ma sono comunque rari i casi in cui non lascio niente... questo testo é comunque solo l'introduzione per un mio prossimo post dove vi racconteró - prometto che tenteró di essere piú breve - quello che mi é successo poco tempo fa con un "arruma" della zona del Principe Real, una bella storia...

Questo articolo è tratto dalla pagina Facebook de "Il mio Portogallo",  potete leggere il pezzo originale qui


di Matteo Gabellieri


Matteo Gabellieri, nasce a Grosseto nel 1967, e dal 1998 vive e lavora a Lisbona, che é diventata ormai la sua cittá. Italiano di nascita e portoghese d’adozione, forse portuliano senza patria: in questi anni ha percorso il Portogallo in lungo e largo, e ha da poco deciso di trasmettere la sua passione per questo Paese, dove la terra finisce e cominica il mare, a tutti i turisti italiani che lo vogliono visitare, nel suo nuovo sito www.ilmioportogallo.it





Salvo accordi scritti, la collaborazione di Matteo Gabellieri a questo sito è da considerarsi del tutto gratuita, volontaria e non retribuita. Questo sito non rappresenta una testata giornalistica, in quanto non ha alcuna cadenza periodica.

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