venerdì 2 maggio 2014

Un museo ingiustamente trascurato


Ogni anno quasi 200.000 italiani visitano Lisbona, ognuno con i suoi interessi e con le sue aspettative: se tracciassimo sulla cartina di Lisbona gli itinerari di ogni turista, otterremmo senza dubbio una suggestiva ragnatela, con alcuni punti e percorsi logicamente piú marcati di altri, un diagramma dove la zona del Monastero dei Jeronimos sarebbe sicuramente una delle piú evidenziate. 

Non amo le folle di turisti, ma riconosco che passare da Lisbona senza vedere questa zona é fare un viaggio incompleto; detto questo, credo che chi arriva da queste parti dovrebbe fare un piccolo sforzo e risalire la Rua dos Jerónimos, passare lo Stadio del Belenenses (il piú bello dei 3 anelli calcistici di Lisbona) e raggiungere, giá nella Avenida da Ilha da Madeira, il Museo di Etnologia, un piccolo tesoro ingiustamente trascurato. So che il nome del Museo non invoglia piú di tanto, ma vi assicuro che vale la pena arrivare fin qui, sono 10 minuti a piedi dal Mosteiro dos Jeronimos. 

L' edificio é un bell’esempio di Architettura moderna (fu inaugurato nel 1976), dove il razionalismo si unisce ad un certo sperimentalismo formale dei materiali, come potrete vedere nella facciata principale.


La collezione permanente riunisce moltissimi oggetti, divisi in 7 nuclei tematici:

i miei preferiti sono quelli delle maschere del Mali, dei coperchi delle pentole di Angola con sculture e disegni legati a proverbi popolari e quello dei bastoni –talas- del villaggio di Rio de Onor, ma sono comunque tutti interessanti, cosi come lo é la lunga vetrina espositiva, con oggetti del quotidiano portoghese e coloniale, che giustificano pienamente una visita a questo Museo, oltretutto accogliente, con un piccolo bar ed un curioso giardino interno; il prezzo é quasi simbolico (3 Euro, gratis per gli adulti alla domenica mattina e nei giorni festivi e sempre per i minori di 14 anni).

Se poi siete appassionati di etnologia/antropologia/sociologia, vi informo che nel prezzo del biglietto é compresa la possibilitá di visitare le due Gallerie del Museo, dove sono custodite 2 bellissime collezioni tematiche: la Galeria da vida rural, con oggetti della vita e del lavoro nei campi (alcuni oggetti sono, nella loro funzionalitá, eccezionali, ed é soprattutto interessante scoprire come le diverse caratteristiche geografiche e sociali delle differenti zone del Portogallo hanno dato vita ad oggetti morfologicamente diversi tra loro, nonostante abbiano la stessa finalitá) e la Galeria das Amazonas, con oggetti quotidiani ed in certi casi bellissimi, che sono stati raccolti in zone sperdute dell’Amazzonia nella seconda meta del Sec. XX. Le visite sono guidate, ognuna dura circa 45 minuti ed i loro orari sono fissi.


Insomma, tra un ottimo pastel di Belém, una passeggiata nell’imperdibile Centro Culturale di Belém ed una visita al Mosteiro dos Jeronimos, non perdete questo piccolo Museo, vedrete che non vi deluderá.


Per saperne di piú potete consultare il blog del Museo, su mnetnologia.wordpress.com


di Matteo Gabellieri



Matteo Gabellieri, nasce a Grosseto nel 1967, e dal 1998 vive e lavora a Lisbona, che é diventata ormai la sua cittá. Italiano di nascita e portoghese d’adozione, forse portuliano senza patria: in questi anni ha percorso il Portogallo in lungo e largo, e ha da poco deciso di trasmettere la sua passione per questo Paese, dove la terra finisce e cominica il mare, a tutti i turisti italiani che lo vogliono visitare, nel suo nuovo sito www.ilmioportogallo.it





Salvo accordi scritti, la collaborazione di Matteo Gabellieri a questo sito è da considerarsi del tutto gratuita, volontaria e non retribuita. Questo sito non rappresenta una testata giornalistica, in quanto non ha alcuna cadenza periodica.

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